sabato, 15 agosto 2009, 16:23
L'uomo dovrebbe nascere, vivere e morire solo. Avrebbe una vita più povera, ma non dovrebbe sopportare il dolore dato dalla perdita di chi ama.
Non ho parole per esprimere il dolore che provoca non saperti più qui con noi, con le tue fusa e i tuoi occhioni intelligenti, ormai così stanchi... Eri così piccolo, arrabbiato e spaventato quando sei entrato nelle nostre vite, che non abbiamo potuto resisterti. Ero piccola anche io ed è stato bellissimo trovare un compagno di giochi paziente come te: ancora adesso, a distanza di quasi 16 anni, mi chiedo cosa ti trattenesse dallo staccarmi una mano a morsi ogni volta che, ormai troppo grande per stare tutto in braccio ad una bambina, ti facevo strisciare metà corpo per terra e lungo le scale. Ma tu niente, ti lasciavi trascinare, coccolare e amare, forse perchè capivi che ero stata educata ad amare gli animali e a rispettarli, perciò mai ti avrei fatto del male. Siamo cresciuti insieme e ti ho sempre considerato una persona, non solo uno splendido micio tigrato; hai visto amici entrare e uscire dalla mia vita, esprimendo a modo tuo le tue preferenze, mi hai vista star male, facendomi compagnia accucciato sul letto vicino a me, come se non volessi lasciarmi sola, mi hai vista studiare, sdraiato comodamente su parte dei miei libri aperti, perchè forse anche tu amavi la cultura, a modo tuo. E adesso, da lassù, mi vedi piangere la perdita dell'essere più caro che abbia avuto e che ho amato davvero come un fratello. Lasciarti andare è stata la cosa più dura che abbia mai affrontato, un dolore troppo grande. Mi sembra di vederti ancora, sornione, acciambellato sul divano, o sdraiato al primo sole sul terrazzo.
Spero sarai uno dei miei angeli custodi, con te se n'è andato un pezzetto del mio cuore. Mi mancherai ciccino, ti ho voluto e ti voglio un mondo di bene. Ciao Mimì.
domenica, 12 luglio 2009, 17:48
Impagabile il profumo di un libro aperto, scelto per piacere personale. E perdere la testa tra le pagine, vivere un'altra vita, storia, un altro mondo insomma. Sono una sognatrice, una romantica, non sono cambiata nel tempo... Ma ho provato a cambiare genere e, dai sanguinosi thriller psicologici, passiamo a una storia d'amore, per giunta fantasy. Vade retro! - avrei detto tempo fa. Ma la curiosità stavolta è stata più forte, ed ecco che tra le mani mi ritrovo Twilight. E sinceramente, al diavolo tutto quello che è stato detto finora su questo libro. Forse non posso capire chi lo contesta, perchè non essendo fan del genere fantasy, di mostri e vampiri, non posso condividere la delusione di leggere di un vampiro (che cerca di essere) "buono", di un amore con una mortale e delle difficoltà che ne conseguono. O magari non è questo che infastidisce tanto, non lo so. So solo che Twilight è scritto molto bene, scorrevole e suggestivo, mi perdo facilmente tra le righe, nella storia, sognando ad occhi aperti. Sarò io che sono ancora un po' infantile (o sarà che son donna!) e le storie d'amore mi affascinano, ma finora nessuna mi aveva incuriosita tanto da spingermi a leggerla; insomma, in due giorni ho quasi finito il libro e faccio una fatica disarmante a cercare di centellinarlo. Mi piace e ne sono soddisfatta.
Oddio, ma mica volevo scrivere una recensione, per altro tra le più scadenti...
sabato, 20 giugno 2009, 17:35
Da qualche mese ho scoperto con piacere molti blog di mamme o neo-mamme che condividono la loro splendida esperienza con il web. Ciò che mi ha incuriosito è che, col tempo, mi sono resa conto che il mondo delle mamme blogger è una "dimensione" a sè, dove moltissime si conoscono, commentano vicendevolmente i propri post, ma(per quanto riguarda la mia esperienza)tendono ad escludere gli utenti provenienti da blog "comuni". Mi spiego. Ho commentato più volte un paio di blog di mamme e queste, dopo la prima risposta, hanno cominciato ad ignorare i miei commenti, continuando a rispondere agli altri commentatori. Nulla di strano ,per carità, quante "case virtuali" si visitano, si commentano e non si riceve alcuna risposta? Ma qualche tempo fa ho ricevuto la conferma di ciò che pensavo: una blogger ha commentato il post di una mamma, non so se fosse lettrice assidua o meno, ma ha espresso un pensiero che mi ha intenerita: "Sarebbe bello apparire lì, nel tuo blog roll!" e la risposta della mamma blogger è stata qualcosa di simile a "Mi spiace, preferisco un altro genere di lettura =)". Guardando nella lista dei commenti ai diversi post e dei blog che questa mamma segue, ho trovato solo blog di genitori, mamme e papà.
La mia non è una polemica, ma ammetto che leggere molti di questi blog mi fa sorridere, mi emoziona, mi commuove, perchè posso vedere da un altro punto di vista le esperienze che io ho vissuto come figlia, posso "leggerle" con gli occhi di quelle mamme che le descrivono umoristicamente, seriamente, centellinandole. E mi spiace non poter condividere le impressioni, le preoccupazioni, gli apprezzamenti con le componenti di questo piccolo mondo chiuso in sè stesso. Perchè merita davvero, secondo me.
sabato, 30 maggio 2009, 16:06
Non sono capace di Cambiare. Mi obbligo ad ammetterlo.
Tant'è che cambio vestito a questo blog semi abbandonato, almeno non mi sento in colpa.
giovedì, 28 maggio 2009, 18:25
"L’incidente occorso nello zoo di Whangarei in Nuova Zelanda, dove una tigre bianca - poi abbattuta - ha aggredito e ucciso un guardiano, dimostra secondo ENPA non solo la pericolosa inutilità degli zoo ma anche l’abitudine di tali strutture, in Nuova Zelanda come in Italia, di arricchirsi costringendo in cattività veri e propri “fenomeni da baraccone” quali sono appunto le tigri bianche. Sebbene questi animali siano presentati come appartenenti a specie rarissime, la realtà è diversa e ben più triste. Si tratta, infatti, di comunissimi tigri del bengala tutte discendenti da un unico tigrotto bianco catturato in India negli anni sessanta da cui, grazie a incroci tra consanguinei avvenuti all’interno di zoo americani, è poi discesa l’attuale progenie. Tali esperimenti, vere e proprie manipolazioni genetiche che nulla hanno a che fare con l'amore per gli animali, hanno dunque “prodotto” una nuova specie animale tanto preziosa economicamente (una tigre bianca vale circa 100 mila euro) quanto deboli di salute. Le tigri bianche, infatti, sono affette da numerose malattie di carattere ereditario, e tra queste alcune di carattere neurologico. E proprio tale caratteristica genetica, insieme ad altre concause, quali ad esempio la frustrazione dovuta alla cattività, potrebbe aver determinato il grave incidente della Nuova Zelanda che è costato la vita al guardiano dello zoo e alla tigre stessa. (27 maggio). "
Ha sbagliato a permettere l'evoluzione di una bestia come l'uomo.
domenica, 03 maggio 2009, 19:56
... Perchè
mi insegnarono a amare,
se è buttare senza senso
i sogni in mare? Se l'amore
è un vecchio nemico
che mi brucia, perchè
mi insegnarono a amare?
(Enrique Santos Discépolo)
lunedì, 20 aprile 2009, 19:27
Domenica pomeriggio. In un grande ipermercato, stile Ikea, si aggirano madre e figlia alla ricerca di un mobiletto/scaffaletto/qualcosa che finisca in etto e possa contenere cianfrusaglie e libri. Ne addocchiano uno perfetto, due ante, due grossi cassetti e proprio di quel color betulla che starebbe così bene nella stanza della figlia. Unico problema: pare ci siano due cartellini, uno recante la scritta "libreria" e relativo prezzo, l'altro con la scritta "elemento scrivania", molto più invitante (anche per il prezzo - e poi a quelle due mica serve una libreria - ). Chiedere alla commessa? Sì, chiedono alla gentile commessa, che, disponibile, si offre dopo aver stampato le pratiche per l'acquisto, di andare a controllare che il cartellino fosse esposto correttamente, sul pezzo interessato. Pensa che ti ripensa, controlla che ti ricontrolla si ricolge contrita alle due ignare clienti:
- "Ehm, credo che i due prezzi vadano sommati, questo mobiletto, o meglio la sua struttura, viene venduto assieme alla libreria..."
- "Ah allora non ci interessa, caspita però che peccato... Ma scusi, il prezzo dell' "elemento scrivania" a cosa si riferisce quindi?"
- "Alle due ante e ai due cassetti signora!" (Sottinteso "Che domande!")
- "..."
mercoledì, 08 aprile 2009, 19:36
Il primo 30 della mia vita. Scambio di sms.
Amica: Com'è andato quell'esame là, quello su quella cosa, mi pare tipo cinema?
Io: Bene! Ho preso 30! (Otto smile che se la ridono tutti contenti)
Amica: AH! Ti piace vincere facile! Sarà stato uno di quegli "esami farsa" che fanno a lettere, nè?
Non sarebbe bastato un "Sono contenta per te."?
sabato, 28 marzo 2009, 11:20
E sono monotona, me ne rendo conto. Infantile forse. Anche fissata magari. Insomma che ognuno mi reputi come preferisce. E' che non mi sembra di chiedere tanto, di sentirmi un po' speciale per Te. Non è tanto desiderare di sentirsi dire che sono almeno carina per Te, mica bella, perchè avrebbe sapore di fandonia, ma carina. Chè poi mi sembra una discorso che non sta nè in cielo nè in terra quello che "cosa ne sai tu di chi mi può piacere, non sai chi reputo bella e con cui potrebbe esserci qualcosa di più.", una ragazza che non sono io ti avrebbe mandato a quel paese, secondo me. Se poi divaghi pure e fai finta di non riferirti a qualcuno in particolare, peggiori solo la situazione, sempre secondo me.
Io non sopporto più di sentirmi uno schifo, di dirlo, e di non sentirmi mai dire che non è così.
domenica, 22 marzo 2009, 19:16
In macchina con l'amica, riferendomi alla borsa:
"C'hai già la tua in mezzo alle gambe?"
Così forse non renderà l'idea, ma noi siamo rimaste piegate a ridere per cinque buoni minuti.
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